Disinfestazione zanzare

  • Autore: VOLTAN GIANMARCO
  • 09 giu, 2017

Disinfestazione zanzare

Con l'arrivo della bella stagione, sono arrivate anche le noiosissime zanzare.
Negli ultimi anni inoltre è comparsa la famigerata "zanzara tigre" che attacca anche di giorno in maniera molto agressiva e fastidiosa.
La soluzione per potersi godere gli spazi verdi oramai, è quella di prevedere dei cicli di disinfestazione, in modo da controllare e diminuire la concentrazione di questi insetti.
La miglior tecnica è quella di trattare con antilarvale e adulticida le aree verdi

King Service Srl

Autore: VOLTAN GIANMARCO 07 lug, 2017

Caratteristiche:
Le vespe sociali vivono in colonie, nelle quali le responsabilità sono divise tra tre caste: la regina (femmine fecondate), le operaie (femmine normalmente sterili), e maschi fertili.
Le colonie durano un solo anno e soltanto le femmine fecondate passano l’inverno in ricoveri scelti in modo opportuno, nei posti più vari (dai sottotetti alle screpolature degli alberi, ecc.). In primavera, il ciclo riprende con l’insediamento, da parte della femmina svernante, del favo, che poi verrà completato dalla discendenza (operaie).
Ogni primavera le vespe costruiscono nuovi nidi, iniziando con una prima generazione di 20-50 operaie. In autunno, la colonia può raggiungere fino a 5000 individui.
A differenza delle api, le vespe non formano cera. Per costruire i favi utilizzano polpa di legno, che viene masticata dalle capaci mandibole, e impastata con saliva fino a formare una sostanza simile al cartone (da qui il soprannome di "cartonaie").
Le vespe cercano le sostanze zuccherine con visite occasionali sui fiori, quando la conformazione lo permette a causa della loro corta "lingua". Di solito prelevano le sostanze zuccherine dalla saliva delle larve, che contiene più zucchero di quanto sia loro necessario.
Alla fine della stagione estiva, le operaie non dovendo più nutrire larve che hanno raggiunto la maturità, ricercano frutta ed altre sostanze dolci. In questo periodo diventano aggressive. Muoiono comunque con i primi freddi. A identificazione della specie è legata ai disegni della parte anteriore del capo e dell’addome (comunque non sempre ben definiti). Le vespe sono caratterizzate da spiccata aggressività. Al contrario i calabroni reagiscono solo se disturbati. Questi ultimi possono però inoculare una quantità superiore di veleno, e quindi sono più temibili. Le vespe di terra (Vespula germanica), invece, sono pericolose a causa del numero elevato di individui per nido, spesso costruito nel terreno e quindi facilmente disturbabile poiché non visibile.
In caso di attacco è consigliabile evitare gesti bruschi per allontanarle. Sarebbe più opportuno non cedere al panico, sopportare alcune punture e aspettare che gli insetti si tranquillizzino, evitando così un attacco più massiccio e quindi più pericoloso.
La maggiore difficoltà deriva, spesso, dalla impossibilità di raggiungere il nido, perché nascosto sotto ripari: ad esempio sotto le tegole, nei cassonetti, tra le travi di sostegno ecc. In questo caso, è indispensabile rivolgersi a personale specializzato. Le vespe diventano più numerose nella tarda estate e in autunno. Possono essere molto aggressive se disturbate o a fronte di un pericolo per sé e per il loro nido.

Consigli utili per ridurre la presenza di vespe, poiché le vespe si nutrono di rifiuti e si procurano cibo da ogni fonte disponibile:
• chiudere ogni genere di rifiuto
• tenere lontano da casa i contenitori di rifiuti
• non lasciare cibi scoperti
• eliminare ogni contenitore di acqua disponibile Consigli utili per non essere punti
• Non girare scalzi
• Non cercare di schiacciarle con le mani
• Tenere coperte le bevande zuccherate
• Controllare il cibo prima di avvicinarlo alla bocca
• Evitare di attirarle con: profumi, colonie, lacche, lozioni solari, abiti lucidi
• In caso di qualsiasi tipo di reazione allergica, si deve ricorre subito al medico



SE AVETE PROBLEMI CON QUESTO TIPO DI INFESTAZIONI CONTATTATECI
Autore: VOLTAN GIANMARCO 06 lug, 2017
Caratteristiche:
Le zanzare sono insetti presenti in tutto il mondo in circa 3.500 specie. Appartengono alla famiglia dei Culicidi, ordine dei Ditteri. In Italia si stima che attualmente siano presenti circa 60 specie, di cui le più fastidiose sono: la cittadina Culex pipiens, le specie palustri come Aedes rusticus e Aedes ca spius, che non disdegnano anche i centriurbani e l'Aedes albopictus, la zanzara tigre. La zanzara tigre, che deve il suo nome all’aspetto a strisce, è un insetto diffuso in tutta l'Asia sud-orientale dotato di una straordinaria capacità di adattamento ad ambienti completamente diversi da quelli originari. La sua comparsa fuori dai luoghi d’origine è avvenuta prima negli Stati Uniti, in Messico e Brasile, poi in Europa (Albania e Italia). La prima segnalazione in Italia risale al 1990 a Genova: le prime colonie si formarono attraverso l'importazione di pneumatici usati all’interno dei quali vi erano deposte delle uova. La zanzara tigre è vitale, con variazioni dovute al clima, tra maggio ed ottobre. All’inizio dell’autunno la femmina depone delle uova dette"di resistenza", che sono in grado anche di ibernare, superando inverni rigidi con temperature inferiori a – 5 °C. Solo le uova sopravvivranno all’inverno per schiudersi la primavera successiva non appena le condizioni saranno favorevoli: abbondanza di piogge, temperatura minima non inferiore a +10 °C e circa 13 ore di fotoperiodo.
Durante la stagione calda, le femmine depongono le uova sulle pareti verticali di contenitori di acqua anche di piccole dimensioni e queste si schiudono non appena vengono sommerse dall’acqua. Dalle uova escono le larve: a temperature medie di 25 °C e in acqua stagnante profonda anche solo pochi centimetri, le larve completano lo sviluppo dando origine alle pupe, dalle quali, dopo un periodo complessivo di circa tre settimane, hanno origine gli esemplari adulti. Le prime tre fasi di vita della zanzara (uova, larva e pupa) avvengono in ambiente acquatico; la quarta fase, quella della maturità sessuale, si svolge invece nell’aria. Condizioni di caldo umido, tipiche delle nostre zone, rendono la proliferazione molto più intensa:l’intero ciclo vitale, mediamente, si svolge in 2-3 settimane, ma nel periodo più caldo possono bastare 10 giorni. Dopo l’uscita dall’acqua,l’insetto adulto è già pronto per pungere e si accoppia entro 48-72 ore. Esaurita la propria funzione riproduttiva, il maschio sopravviverà solo pochi giorni. La vita media di una zanzara tigre è di circa 3-4 settimane e si svolge in un raggio di poche centinaia di metri dal focolaio di nascita. L’adulto vola lentamente non superando quasi mai il metro d’altezza e solo in pochi casi riesce a raggiungere i piani alti dei palazzi. Il suo modo di volare, lento ed impreciso, non le garantisce una grande capacità di spostamento; solo con vento favorevole o sfruttando mezzi di trasporto riesce a raggiungere distanze elevate. A pungere è solo la zanzara femmina, che per maturare le uova contenute nel suo addome necessita di proteine presenti nel sangue umano e in quello di alcuni animali. La zanzara riconosce le sue prede dall’odore di alcune sostanze emesse dal loro corpo,come anidride carbonica, acido lattico e sudore. E’ inoltre particolarmente attratta dagli indumenti di colore scuro. Cosa fare dopo la puntura? Lavare e disinfettare la zona punta, fare impacchi con ghiaccio o applicare una crema antistaminica o cortisonica. La zanzara tigre non trasmette malattie; è bene ricordare che in Italia la puntura di questa zanzara non è attualmente causa di trasmissione di patologie infettive. Nel sud-est asiatico la zanzara tigre è vettore di Arbovirus che danno luogo da lievi sindromi influenzali a forme di encefalite e febbri emorragiche (Dengue). La differenza più evidente tra la zanzara comune (Culex pipiens) e la zanzara tigre (Aedes albopictus) sta nella colorazione del corpo: la prima è di colore nocciola, mentre la seconda è nera, con bande bianche su addome e zampe ed una linea bianca nella parte anteriore. Le dimensioni della zanzara comune sono leggermente più grandi di quelle della zanzara tigre. Le due specie hanno un comportamento completamente differente nella scelta dell’habitat. La zanzara comune depone le uova a grappoli in raccolte d’acqua di una certa estensione (come fossi, laghi, lagune, ecc.), mentre la zanzara tigre sceglie piccole pozze d’acqua (tombini e acqua stagnante). A differenza della zanzara comune, la tigre predilige vivere in spazi aperti anche se talvolta non disdegna di entrare nelle nostre case. La zanzara comune Culex punge prevalentemente di notte, l’Aedes invece durante le ore diurne, generalmente in tarda mattinata e all'aperto. L’apparato pungitore della zanzara tigre, più robusto di quello della zanzara comune, le permette di pungere anche attraverso i vestiti. … una delle differenze più singolari tra le due specie, riguarda il sibilo emesso durante il volo: quello della zanzara comune è ben udibile, mentre quello della zanzara tigre è quasi inavvertibile. Le femmine della zanzara tigre non hanno difese contro il freddo e all’arrivo dell’inverno scompaiono, non prima di avere depositato le “uova di resistenza” che si schiuderanno la primavera successiva dando origine a nuove generazioni di zanzare. Al contrario, la zanzara comune riesce a sopravvivere al gelo restandosene per tutto l’inverno in luoghi riparati, come cantine e soffitte.La zanzara tigre depone le uova ovunque ci sia un ristagno di acqua: sottovasi di piante ornamentali, contenitori di varia forma e grandezza come bidoni, vasche, pneumatici stipati all’aperto e in qualsiasi altro recipiente contenente acqua stagnante. Preferisce luoghi freschi e bui, trovandosi particolarmente a suo agio nei tombini condominiali e stradali. Gli adulti passano parte della propria giornata nascosti tra la vegetazione, dove l’umidità è più elevata, pronti ad attivarsi al passaggio di un animale a sangue caldo.

SE AVETE PROBLEMI CON QUESTO TIPO DI INFESTAZIONI CONTATTATECI
Autore: VOLTAN GIANMARCO 06 lug, 2017

Caratteristiche:

Blattoidei (Blattodea) sono un ordine di insetti comunemente noti come blatte o scarafaggi. L'ordine comprende oltre 4000 specie, divise in 6 famiglie.

Nell'immaginario collettivo, le blatte sono percepite come insetti immondi che incutono ribrezzo e disagio. Gli stessi media enfatizzano questa percezione associando la figura dello scarafaggio alla sporcizia e agli ambienti malsani. Va precisato che, in generale, i Blattoidei sono insetti poco dannosi: delle oltre 4000 specie conosciute, quasi tutte hanno abitudini che interferiscono con le attività dell'Uomo in modo marginale. Le stesse specie fitofaghe, potenzialmente dannose alle coltivazioni, sono responsabili di danni irrilevanti sotto l'aspetto economico.

Diversa è invece l'importanza delle specie commensali dell'Uomo. A queste si attribuiscono due tipologie di dannosità:

Danni economici causati alle derrate alimentari, rese inservibili dal punto di vista commerciale.

Danni alla salute per la trasmissione di organismi patogeni. La Blattella germanica, frequentatore delle cucine degli esercizi di ristoro. È riconoscibile per le due bande scure sul pronoto.Sul primo aspetto va detto che il danno materiale diretto è limitato in quanto i livelli di infestazione non sono tali da provocare ingenti distruzioni delle derrate attaccate. Va tuttavia specificato che il danno indiretto è di rilevante entità: gli scarafaggi commensali dell'uomo visitano ambienti malsani, come ad esempio fognature e discariche, per spostarsi in ambienti domestici; a causa dell'abitudine di rigurgitare parte del cibo ingerito precedentemente sul substrato e di defecare durante l'alimentazione, anche un basso livello di infestazione può rendere inservibile una partita a causa dei cattivi odori trasmessi e, soprattutto, dei rischi igienici derivanti dall'infestazione. Gli ambienti che possono essere frequentati sono tutti quelli che possono contenere derrate alimentari di qualsiasi natura, perciò sono suscettibili di infestazioni da scarafaggi e, di conseguenza, di contaminazioni, le abitazioni civili, i magazzini di derrate, le aziende agrarie, le industrie e i laboratori artigianali di trasformazione agroalimentare, gli esercizi di ristorazione (alberghi, ristoranti, bar, mense, ecc.), gli ospedali, le scuole, gli uffici, gli istituti di detenzione, ecc

I rischi alla salute sono di notevole entità. Le specie che rappresentano una vera e propria emergenza sarebbero meno di una decina ma le stesse sono responsabili della trasmissione di alcune fra le più importanti malattie del mondo. I Blattodei sono infatti possibili vettori di virus, batteri, protozoi, nematodi, cestodi, a loro volta responsabili di affezioni più o meno gravi. Fra le possibili affezioni trasmesse attraverso la contaminazione degli alimenti sono citate la dissenteria, la salmonellosi, l'epatite A, la poliomielite, la malattia del legionario. Gli scarafaggi, inoltre, trasmettono antigeni che causano l'insorgenza dell'asma.

SE AVETE PROBLEMI DI INFESTAZIONE DA PARTE DI QUESTO INSETTO CONTATTATECI
Autore: VOLTAN GIANMARCO 06 lug, 2017
Caratteristiche:
Le formiche rappresentano uno dei più grandi esempi di organizzazione, collaborazione e vita di gruppo che vi siano in natura.
Di questo insetto sono esistenti circa 6000 specie, raggruppati nell'ordine degli imenotteri, famiglia dei formicidi, e le più diffuse in Italia sono la formica rossa, formica argentina, formica del miele (vivono in Arizona e in America centro meridionale) e formica gigante.
Il loro corpo è costituito da capo, torace e addome, hanno sei zampe e sono dotate di antenne e di un apparato boccale masticatorio. Alcune specie hanno un aculeo o ghiandole velenifere per difesa. La regina produrrà le uova mentre le operaie, che possono vivere oltre 15 anni, se ne prenderanno cura. Le formiche sono generalmente onnivore e vengono attratte all'interno delle abitazioni dalle sostanze zuccherine o da altri alimenti. Sono considerati generalmente insetti tranquilli, ma ne esistono esemplari aggressivi. Un nido di formiche tagliafoglie consuma ogni giorno una massa di foglie pari a quella consumata da un bovino adulto, e le loro tane possono raggiungere una profondità di 8m, trasformandosi così in vere e proprie trappole per il bestiame.
SE AVETE PROBLEMI DI INFESTAZIONE DA FORMICHE CONTATTATECI
Autore: VOLTAN GIANMARCO 09 giu, 2017
Con l'arrivo della bella stagione, sono arrivate anche le noiosissime zanzare.
Negli ultimi anni inoltre è comparsa la famigerata "zanzara tigre" che attacca anche di giorno in maniera molto agressiva e fastidiosa.
La soluzione per potersi godere gli spazi verdi oramai, è quella di prevedere dei cicli di disinfestazione, in modo da controllare e diminuire la concentrazione di questi insetti.
La miglior tecnica è quella di trattare con antilarvale e adulticida le aree verdi
Autore: VOLTAN GIANMARCO 09 giu, 2017
Con la bella stagione, è molto imporatante lavare il nostro impianto fotovoltaico, in quanto le impurità che durante l'inverno si sono depositate sui vetri, possono prevaricarne il buon funzionamento e la resa produttiva può calare considerevolmente.....
L'intervento di pulizia pertanto và eseguito, di buona norma, ogni anno.
Autore: VOLTAN GIANMARCO 07 giu, 2017
Finalmente abbiamo deciso di compiere il grande salto e di aggiungere un blog al nostro sito. In questa sezione troveremo notizie inerenti ai nostri servizi, suggerimenti, nuove tecniche utilizzate, immagini e video dei nostri lavori. Un professionista sarà sempre a disposizione per rispondere alle vostre domande o per darvi dei consigli utili alla soluzione dei vostri " grattacapi"
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